I gruppi elettrogeni sono utilizzati nei cantieri per alimentare l’impianto elettrico e per portare l’energia in più luoghi differenti del cantiere, specialmente se di dimensioni notevoli. I più comuni sono di tipo monofase o trifase con tensione di tipo 220-230-380-400V a seconda dei modelli e dell’energia necessaria.

La potenza del gruppo elettrogeno può essere stabilita in due modi: il Prime Power (PRP) indica la massima potenza che può esercitare in condizione di servizio continuo e carico variabile; il Limited Time running Power (LTP) è invece la massima potenza erogabile in modo costante in cinquecento ore l’anno.
Solitamente, il gruppo elettrogeno utilizzato in cantiere è di utilizzo continuo, differente dal gruppo elettrogeno di emergenza utilizzato ad esempio nei casi di black out anche in abitazioni private.

Se il gruppo elettrogeno supera i 200 kW, sono prescritti degli obblighi da rispettare per legge. Innanzitutto, occorre registrare su un manuale di manutenzione tutte le attività di manutenzione esercitate sull’impianto nelle sue varie parti. Inoltre, già se superiori a 25 kW è necessario per l’utilizzo il possesso del Certificato Prevenzione Incendi dei Vigili del Fuoco e vanno installati seguendo le disposizioni previste nei Decreti del Ministero dell’Interno 22/10/2007 e 13/07/20011. Inoltre, i gruppi elettrogeni con potenza maggiore di 1kW devono possedere licenza d’esercizio e bisogna versare tributi sull’energia in canone annuale o rate mensili come indicato negli articoli dal 52 al 60 del Decreto Legislativo 504/95.

Sono previste poi diverse norme tecniche CEI che concorrono a categorizzare i gruppi elettrogeni, in particolare la norma CEI 64-8 e la norma CEI 11-20, ma ve ne sono anche altre che consigliamo di approfondire a parte (CEI 11-2, CEI 17-13, DK5740, DK5940).

Secondo la Norma CEI 64-8, si possono classificare i sistemi elettrici (compresi i gruppi elettrogeni) in base alla loro tensione nominale individuandoli in questo modo:
-    Di categoria 0 apparecchi a bassissima tensione con tensione nominale inferiore o uguale a 50 V (corrente alternata) o 120 V (corrente continua).
-    Di categoria I apparecchi a bassa tensione con tensione nominale tra 50 e 1000V (corrente alternata) o tra 120 e 1500V (corrente continua).
-    Di categoria II apparecchi a media tensione con tensione nominale tra 1000 e 30000 V (corrente alternata) o tra 1500 e 30000 V (corrente continua).
-    Di categoria III apparecchi ad alta tensione con tensione nominale oltre i 30000 V sia per la corrente alternata che per la corrente continua.

La Norma CEI 11-20, invece, tratta i sistemi di produzione di energia sia statici che rotanti individuandone diverse tipologie. In particolare, rientra nel gruppo elettrogeno la definizione di Sistema di Produzione, individuato come quel complesso di macchinari e apparecchi utilizzati per convertire ogni forma di energia utile in energia elettrica a corrente alternata, funzionanti sia in isolato che in parallelo con le reti pubbliche. I tipi di installazione previsti sono: fissa; trasportabile, quando il sistema di produzione funziona in luoghi diversi alimentato da altre utenze fisse o provvisorie; mobile, quando avviene a bordo di veicoli.
Rientra nel gruppo elettrogeno anche la c.d. Officina Elettrica di Produzione, atta a contenere un sistema di produzione di energia elettrica con servizi ausiliari, comprendente più macchine, quadro di comando, eventuali trasformatori e servizi ausiliari. Infatti, sempre secondo la CEI 11-20, sono considerati come “Officine elettriche di Produzione” anche quei sistemi di produzione elettrica pre-fabbricati che non sono posti in locali o aree recintate.

 

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